Investire durante la crisi invece che risparmiare

Molte società si trovano di fronte ad un dilemma quando, durante una crisi, si deve decidere se continuare ad investire nel marketing o ridurre le spese in varie aree aziendali. Si potrebbe pensare che, in fondo, la pubblicità non sia un elemento di principale importanza, ma chi crede in questo sbaglia. Si sta parlando di una strategia e, come tutte le tattiche, il suo obiettivo finale è far sviluppare e crescere un’attività. Se si smette completamente di curare e supportare questo aspetto dell’azienda, si rischia di perdere denaro più che risparmiarlo.

Certo, è necessario ammortizzare le spese in qualche modo, cercando allo stesso tempo di recuperare le perdite. Come fare, allora? Continua a leggere l’articolo e scoprilo.

Tagliare il budget per il marketing è uno sbaglio? Quando e Perché

La cultura aziendale solitamente pone molto l’accento sui risultati immediati e sicuramente una riduzione dell’investimento nel marketing porta ad un risparmio rapido e che si nota immediatamente. Soprattutto se ci si accorge che le vendite sono in calo, questa soluzione sembra la migliore per recuperare denaro e raggiungere gli obiettivi pianificati. Ma è veramente così?

Non bisogna lasciarsi ingannare dai numeri perché, se non si fa un ragionamento a lungo termine, non si risolvono i problemi ma si coprono solamente delle falle che, prima o poi, cederanno nuovamente. Infatti molte società che decidono di tagliare il budget al marketing durane una crisi economica, mettono a repentaglio il rapporto con i propri clienti e con i potenziali acquirenti, nonché l’immagine del brand. La posizione di mercato diventa traballante e spesso precipita rovinosamente. Non si può pensare, in una realtà così piena di competitors accaniti, che ci si possa “mantenere a galla” e, magari, crescere, senza la pubblicità. I clienti sono elementi cardine di un’attività di successo e non è facile attirarli e acquisirli, specialmente al giorno d’oggi, dove il pubblico è continuamente bombardato da proposte e offerte.

Anche un contenuto di valore, un prodotto o servizio interessante e funzionale, hanno bisogno di tempo per convincere e fidelizzare un utente. Probabilmente molte aziende hanno avuto a che fare con potenziali acquirenti che non si sono interessati al primo annuncio; magari neppure al secondo. È per questo che esiste il marketing, per ricordare che c’è un prodotto o servizio di qualità che prima o poi potrà servirti. Se una società non fa attenzione a questi elementi, non è lontana dal finire nel dimenticatoio. Non è un bene, quindi, gettare una pianificazione che magari ha richiesto molte energie e risorse senza prima averne visto i risultati, anche se si sta attraversando una crisi.

Naturalmente sarà necessario rivedere il tutto in una nuova ottica, eliminare il superfluo e cercare di programmare le spese entro un budget ben definito. Bisognerà individuare quello che è utile alla campagna e gli elementi che porteranno ad un probabile successo. L’importante è rimanere nella memoria dei clienti, che saranno più portati ad affidarsi alla tua azienda se se la ricordano.

Cosa fare durante una crisi e i vantaggi di investire nel marketing

Per affrontare al meglio un’emergenza sarebbe necessario predisporre un piano di crisis management precedentemente la difficoltà stessa. Un’azienda che lavora bene ed è capace di guardare lontano, ha sempre un “piano B”, una strategia di comunicazione che può utilizzare in momenti particolari per diminuire i problemi che derivano dalla situazione problematica. Programmare qualcosa in stato di fretta e già in piena crisi richiede infatti del sangue freddo e una mente lucida che non tutti riescono a mantenere. Detto questo, prima di tutto bisogna ottimizzare la comunicazione sia esterna che interna, magari affidandosi ad un professionista del settore in grado di mantenere saldi i contatti con gli stakeholder, il target e i vari media. Poi bisognerà dialogare con le risorse umane per prepararle ad affrontare correttamente, e seguendo le linee aziendali, un’eventuale crisi.

Il marchio non può assolutamente perdere la fiducia dei suoi contatti e la sua immagine deve rimanere chiara, professionale e affidabile. Può essere utile scegliere uno spoke person per rappresentare il brand e far mantenere un certo equilibrio di opinioni, che nei periodi di crisi, se gestite male, potrebbero influire molto negativamente sullo sviluppo dell’attività. Per quanto riguarda la gestione delle campagne pubblicitarie durante fasi problematiche, un suggerimento è diversificare i contenuti e adattarli ad una spesa più ridotta.

Conclusioni

Per dirla in breve, la soluzione non è smettere di investire ma farlo meglio. È importante ricordare che il marketing ha il preciso scopo di far vendere di più un’azienda, quindi perché rinunciarvi proprio nel momento del bisogno? Osservata da una prospettiva oggettiva, pare una decisione poco logica. Naturalmente bisogna farlo bene perché una pubblicità poco curata e superficiale porterà a ben poco. Non serve una spesa esagerata se si conoscono i propri obiettivi e si pianifica la campagna con calma e dedizione.

Non farti spaventare dai risultati che non arrivano immediatamente, è al lungo termine che devi puntare.


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